Skip to content
Tags

Una proposta di uso didattico/valutativo di Twitter

by su maggio 9, 2012

Come promesso il 18 aprile, inizio a pubblicare proposte di attività didattiche per animare la stanchezza dell’ultimo mese di scuola o per fare progetti per il futuro. Se lo gradite, potrei preparare anche una dispensa in pdf, che forse è più facile da scaricare e stampare rispetto al semplice post.

Proposta  1

Conferenza in Twitter

Prima di tutto spieghiamo ai ragazzi :

  • che cos’è Twitter (molti lo sapranno meglio di noi, ma forse non tutti)
  • come e dove dovranno pubblicare
  • con quale nome utente (prudenza per la privacy in caso di minori, evitando di esporli direttamente sul network e usando account scolastici)

Se applichiamo l’attività a una conferenza di esterni, accertiamoci che il relatori non sia tra coloro che si offendono a morte se vedono gli studenti con il cellulare in mano mentre lui parla.

Di seguito, alcuni suggerimenti che potrebbero essere utili in fase di preparazione.

Fissare chiare regole

Ad esempio:

  1. Per ogni nick dovrà essere garantito un tweet ogni x minuti (cinque? dieci? dipende dalla densità di concetti tipica del parlato del relatore, per questo sarebbe meglio conoscerlo prima!)
  2. il contenuto deve essere un commento o una sintesi, tale da costituire parte di una serie di appunti: si deve “fotografare” con le parole un’affermazione, commentare una notizia
  3. saranno penalizzati gravemente i contenuti non appropriati
  4. saranno premiati e valorizzati gli studenti che avranno sintetizzato meglio (si può discutere anche  la griglia di valutazione preventivamente). Ribadire comunque con forza che si deve twittare in italiano corrente, evitando le abbreviazioni; lo scopo, infatti, è imparare a dire l’essenziale.

Idee per la documentazione e per la valutazione dell’attività

L’attività può essere documentata con screenshot o con un accurato lavoro di copia/incolla, più oneroso per l’insegnante, ma senza dubbio utile per ricavare le idee chiave della conferenza, riorganizzabili in piccole pubblicazioni, proiezioni o video, secondo modalità che vedremo per le altre attività.

Per una valutazione, si può optare per la valorizzazione di aspetti quantitativi (chi ha fatto più post) o qualitativi (chi ha fatto il post migliore) o, preferibilmente, fondere i due criteri. Ad esempio, potrei stabilire delle caratteristiche che il post deve/non deve avere e dichiarare quale voto verrà attribuito a chi farà un certo numero di post che rispettino quelle regole.

In alternativa, se vogliamo meglio evidenziare che questi tipo di attività sviluppa competenze, in particolar modo relative all’asse linguistico  e storico-sociale, possiamo realizzare una griglia per ciascuno studente, indicando quali obiettivi ci aspettiamo di raggiungere con una graduazione più o meno analitica del raggiungimento. Ad esempio:

Quale competenza verifichiamo? Livello A Livello B Livello C
Comprendere e interpretare  il messaggio trasmesso oralmente dal relatore Formula considerazioni sensate sull’intervento che sta ascoltando Riproduce informazioni tentando di valutarle Riproduce informazioni di base
Produrre un testo brevissimo con scopo comunicativo di sintesi espositiva immediata Sintesi che riesce ad essere corretta ed efficace anche sul piano formale Sintesi non sempre formalmente corretta Sintesi ottenuta a discapito della qualità formale
Se vengono proiettati materiali: saper leggere ciò che viene offerto dal relatore Ricostruisce le informazioni con precisione e sa correlarle ad un contesto Ricostruisce le informazioni con una certa precisione Coglie il senso generale del materiale
Usare in modo funzionale lo strumento tecnologico Si serve con consapevolezza degli elementi caratteristici di Twitter Si serve poco e male di elementi caratteristici di Twitter Non si serve di elementi caratteristici di Twitter (hashtag, mention ecc)

Se si volesse far corrispondere ad ogni livello un punteggio numerico, si potrebbe offrire anche una valutazione convertibile in un voto formale.

Alcune fonti per parlare di Twitter agli studenti

Annunci
5 commenti
  1. martina permalink

    Grazie Federica,
    anche twetter è tutto da studiare … ma come una buona “vecchio stampo” credo che leggerò con attenzione i riferimenti che ci hai dato prima di buttarmici e provare.
    Grande differenza questa tra giovani e vecchi:
    – i primi si buttano sulle novità e imparano usandole, non curanti di possibili controindicazioni;
    – i vecchi (dovrei trovare, forse, un termine più gentile per definire anche me stessa … ma al momento non ci riesco … e spero non risulti offensivo per nessuno), invece, prima studiano, riflettono, valutano pro e contro e poi … forse … cercano di mettere in pratica quanto letto.
    Fanno, insomma, ma con prudenza.
    Ma, in realtà, se potessi mostrarmi in presenza come funziona praticamente il tutto, forse, forse … forse, farei prima … non so una sorta di esercitazione, di laboratorio, di pratica.
    Ma forse è un’esigenza tutta mia questa e quindi non realizzabile.
    Ho letto anche il blog di Caterina Policaro che spiegava con linguaggio giovanile come funziona twetter ma, e mi vergogno un po’ a confessarlo, non sono riuscita a capire a sufficienza per aprire un account twetter.
    Sai qual’è la paura?
    Di pensare di parlare al telefono con qualcuno, in una classica conversazione a due, a tre e anche a quattro in contemporanea, anche di argomenti assolutamente banali e per niente privati e invece scoprire di aver parlato ad un microfono in mondovisione e di realizzare, poi, che le tue parole o pensieri hanno incominciato a rimbalzare di qua e di là fuori controllo.
    Dover gestire poi e avere la responsablità delle parole di altri (alunni minorenni … quelli giovani, appunto) mi spaventa ancora di più.
    L’idea è comunque ottima, mi manca solo la pratica e una certa conoscenza del mezzo che mi consenta di gestirlo con una padronanza accettabile.

    un caro saluto

    martina

  2. fescarr permalink

    Certo: prudenza, saggezza, attenzione alla normativa. Questo è un dovere. E se la fantasia ci attira, e si scatena, non può che essere solo il primo passo di una sperimentazione ponderata, in cui tenere conto anche di didattica, metodologie, valutazione degli apprendimenti.
    Il cammino è impegnativo, ma se si collabora può essere meno difficile di quanto sembri.
    Su twitter, ad esempio. se ci sono altre richieste si può fare una videoconferenza online, che ne dite?

    • martina permalink

      Io ci sto …
      e una cosa l’ho già imparata: twitter e non twetter … come ho più volte ribadito io!!
      Si progredisce passo alla volta, vero?
      A presto
      spero
      martina

Trackbacks & Pingbacks

  1. Analisi di un metodo: #TwSposi e didattica - twitteraturatwitteratura
  2. twletteratura

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: